Nascere a casa ai tempi del coronavirus: la storia di Silvia, mamma di Lucia

Nascere al tempo del coronavirus per Lucia è stata una grande fortuna!

Con questa seconda gravidanza, l’idea del parto in casa mi è sempre girata nella testa…ma per una serie di ragioni (che ad oggi mi accorgo essere state solo scuse), avevo optato per l’accompagnamento alla nascita con un’ostetrica di fiducia.

Ma ecco che a Bergamo arriva il coronavirus a fare strage.

Io e mio marito siamo due operatori sanitari e, vivendolo dall’interno, lo scenario era simile a quello di un film horror! Anche i reparti di ostetricia sono stati soggetti a forti restrizioni che sicuramente non agevolavano le donne in un momento tanto importante quanto delicato.

Quindi…che fare in questa situazione?

Mancando poco più di due settimane al termine, abbiamo ripescato al volo l’alternativa del parto a domicilio. Abbiamo subito contattato le ostetriche e, ricevuto l’ok il giorno dopo, abbiamo preparato il materiale necessario.

Lucia ha deciso di nascere 10 giorni prima, il 18 marzo, uno dei giorni in cui il virus raggiungeva il suo picco massimo.

Dopo aver allertato le ostetriche di qualche significativa contrazione notturna, ecco che questi due angeli si presentano a casa nostra a metà mattina. In una splendida giornata di sole, decidiamo insieme di andare a camminare nel bosco qui vicino casa, per favorire l’avvio del travaglio.

Passeggiamo chiacchierando in un bosco fiorito, baciate dai raggi del sole, fra salite e discese, fermandoci durante le mie contrazioni che diventavano sempre più frequenti ed intense.

Ma prima di intraprendere la via del ritorno ho ringraziato sinceramente la Natura di avermi accolta con le sue meraviglie in questo momento importante: un abbraccio stretto ad un albero, un respiro profondo ad occhi chiusi verso il cielo, uno scambio di energie e positività!

E direi che di energia la bimba ne ha ricevuta da vendere: infatti, una volta entrate in casa, è nata in un lampo cogliendo tutti di sorpresa e portando con sé anche un velo di comicità (ripenso a mio marito Massimo che si è ritrovato a correre a destra e a sinistra per portare il più rapidamente possibile teli, lenzuola, catini, acqua calda, ghiaccio e quant’ altro!)

In conclusione credo sia stato un parto caratterizzato dal RISPETTO.

Rispetto in primis per Lucia che non ha subito alcun tipo di medicalizzazione; rispetto per noi mamma e papà perché eravamo nella tranquillità del nostro ambiente con persone che conoscevamo; rispetto per me stessa che ho avuto la possibilità di seguire il mio corpo e il mio istinto al 100% senza nessuna interferenza.

È stato un parto che mi ha regalato ancora un po’ di consapevolezza e fiducia in me stessa.

Un evento che è la conferma che IL PENSIERO CREA LA REALTÀ e che ogni desiderio o richiesta che arriva dal cuore, l’Universo è pronto ad ascoltarli e realizzarli sempre.

Un parto semplicemente perfetto!

E per questo miracolo devo assolutamente ringraziare chi l’ ha reso possibile.

GRAZIE alla puericultrice Elisa e al suo ‘corso preparto metodo Bonapace full immersion’ di un sabato pomeriggio, perché ha riscoperto in me un’energia nuova ( o forse solo dimenticata) che mi ha fatto dire ‘io ce la posso fare!!!’.

“Ce l’ho fatta!!!” infatti è stata la prima frase che la bimba mi ha sentito dire fuori dalla pancia.

GRAZIE a chi mi ha assistito. Per loro…le ostetriche Nadia, Sandra e Laura, nessuna parola o gesto sarebbero abbastanza ad esprimere la mia (anzi nostra) gratitudine e profonda stima come professioniste e come persone.

GRAZIE a mio marito Massimo perché, nonostante smontasse dal turno lavorativo notturno, è stato un assistente ostetrico impeccabile.

GRAZIE a Nicola, il mio bimbo, perché mi ha tenuta sempre attiva durante la gravidanza e mi ha fatto compagnia durante le prime contrazioni notturne.

GRAZIE alla piccola Lucia perché È PURA LUCE!

SILVIA