Partorire a Seriate ai tempi del coronavirus: la storia di Marta e della piccola Diletta

Eccomi qui! Prima di tutto mi presento.. Sono Marta, ho 32 anni e sono mamma di Giacomo 5 anni, Sofia 4 anni, Adele 2 anni e della piccola Diletta 1 settimana ♥️.

Il tema è ‘nascere ai tempi del Covid’ perciò non voglio dilungarmi in altri racconti anche se per me, come per tutte le mamme, la maternità e la gravidanza sono un mondo tutto da scoprire e da raccontare.. Ma mi limiterò al tema.. Arriviamo direttamente alla fine del mio percorso gravidanza..

Domenica 3 maggio ore 10 mi si rompono le acque.. chissà perché con tutti e 4 i figli il mio travaglio è cominciato proprio così.. Comunque.. con grande emozione avviso mio marito che nel frattempo era uscito un po’ con i bambini, chiamo mia mamma e mi faccio un bel pianto liberatorio! Ore 13 comincia il mio calvario.

Mi dispiace definirlo così e non voglio che questa mia esperienza spaventi le mamme al primo figlio.. il mio calvario non ha nulla a che vedere con il parto, la paura, il dolore.. assolutamente no!! Il mio calvario, nonostante io fossi ormai abbondantemente rodata è iniziato a quell’ora perché in quel momento ho dovuto salutare mio marito sulla porta del blocco parto. Ero lì, senza il benché minimo dolore, sola, con una mascherina che mi bloccava l’ossigeno facendomi venire un gran mal di testa, in mezzo a tante mascherine che nascondevano qualsiasi tipo di sorriso d’intesa o di conforto.. La giornata del mio travaglio è stata psicologicamente impegnativa… Mi sono sentita tremendamente sola e spaventata nonostante io fossi ampiamente rodata a partorire!

Il momento più bello è stato quando alle 00.15 finalmente mio marito ha potuto stringere la mia mano e vivere insieme a me la parte più tosta ma più bella di un travaglio intero.. quella finale! insieme abbiamo accolto un NUOVO AMORE e sempre insieme, nel silenzio della notte, per 2 ore ci siamo stretti insieme alla nostra bimba gustandoci ogni minuto che ci restava prima di doverci separare nuovamente!

Il post parto e la degenza in ospedale sono stati altrettanto faticosi! Tra alti e bassi, in pieno baby blues tra risate e lacrime con le ostetriche e puericultrici dell’ospedale, ho passato due giorni accompagnata dall’inseparabile e odiata mascherina, sempre a letto, sempre sola, senza l’affetto di chi mi vuole bene ma a quel punto con la consapevolezza che ormai tutto era finito e che la vita vera mi stava aspettando oltre la porta del reparto! 


Quindi in conclusione.. com’è è stato partorire ai tempi del Covid? Di primo acchito vorrei dire ‘un incubo’ perché un po’ così è stato ma certamente ha tirato fuori una parte di me che non conoscevo.. e che cavolo.. sono una LEONESSA anche io!!